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Volkswagen Polo GTI Le impressioni dello staff di 4ruote nella guida
Ci siamo messi al volante della Polo GTI, la più sportiva della gamma, contraddistinta da un frontale grintoso, con la calandra a nido d'ape, l'assetto ribassato di 15 mm, i sottoporta maggiorati e i cerchi di lega da 17 pollici, attraverso i quali si intravedono le pinze freno verniciate di rosso. In coda, spoiler sul tetto e doppio terminale di scarico cromato, mentre sotto al cofano troviamo un 1.4 TSI da ben 180 CV, abbinato all'automatico Dsg a sette marce.
Interni. Toni scuri, volante con corona "tagliata" e paddle, pedaliera in look alluminio e sedili sportivi, rivestiti in tessuto scozzese Jacky con cuciture rosse a vista: l'abitacolo mostra la tradizionale elevata qualità VW e quel tocco di sportività che contraddistingue le GTI di famiglia. Facile trovare la posizione più corretta, grazie alle ampie regolazioni meccaniche del piantone e del sedile.
Eclettica. Ha più facce, la Polo GTI. Te ne rendi conto fin dai subito. Volete guidare tranquilli? Cambio in Drive e lei marcia fluida, e anche senza spingere si è comunque ben più veloci della media. Il percorso invoglia? Mani sui paddle e il Dsg diventa un prezioso alleato nel divertirsi alla guida. Quasi si "gioca" col cambio e, a seconda del traffico, si sceglie la modalità più adatta; solo avremmo optato per palette un po' più grandi.
Per quanto riguarda l'assetto. La Polo GTI sente le irregolarità secche, ma non è così esasperato da dover schivare ogni buca. E così la tedesca riesce a farsi apprezzare nell'uso quotidiano, complice una buon confort acustico. Piace anche lo sterzo elettro-idraulico, dal buon carico, con gli eventuali sottosterzo in ingresso di curva contrastati dal differenziale elettronico Xds. Le prestazioni, notevolissime, sono erogate con una certa grazia. Qualcuno vorrebbe ancora più cattiveria, ma se si sfruttano appieno prima e seconda marcia, magari su fondo irregolare, si possono presentare delle reazioni al volante.
Ma eccoci al motore. Un sofisticato 1.4 bialbero a iniezione diretta, dotato di compressore volumetrico e turbo. Immaginatevi l'effetto di 180 CV sui 1.330 chili della Polo. E lo 0-100 in 6,9 secondi, che pure impressiona, non dice tutto: anche in settima, basta "metter giù" e si riacquista velocità con vigore. Una progressione robusta, che parte dai 2.000 giri e tira fino a 7.100 giri. In frenata ci aspettavamo qualcosa in più come spazi d'arresto, soprattutto sul fondo differenziato; inoltre il pedale ha poco mordente e una corsa a vuoto un po' lunga.
Prezzo. Tanta cavalleria si paga? Mica vero: di media si fanno quasi i 12 al litro e si scende a 10,5 solo in città. Infine, la nostra tre porte costa 21.601 euro, optional esclusi. Cifra già ripagata dal motore, dal cambio e dalla qualità. Poi c'è il divertimento...
È attesa per la fine del 2011 la prima Volkswagen Polo con equipaggiamento R Line, con nuovi paraurti, sedili sportivi ed ampia scelta di motori.
Volkswagen Polo R
La nuova Volkswagen Polo R Line è attesa nei concessionari del marchio tedesco per la fine del 2011, disponibile in abbinamento a un’ampia scelta di motori Polo. La Polo è un'altra Volkswagen che arricchisce la famiglia R Line dopo Golf, Scirocco, Passat CC, Touareg e l'annunciata Tiguan.
Prima volta per la Volkswagen Polo con equipaggiamento R Line
È la prima volta che la Polo veste l'equipaggiamento R Line, molto adatto alla dinamicità ed agilità della compatta due volumi tedesca, grazie anche alla possibilità di ordinarla con quasi tutte le varianti di motore previste per la Polo. La creazione di una “divisione R” all'interno di VW è la reazione per rispondere nel migliore dei modi alle unità Mercedes AMG e BMW M, che ha già portato alla creazione della Golf R e della Scirocco R. Distinguendosi dalla sorellona Golf R, la Polo R non dovrebbe essere dotata della trazione integrale ma solamente anteriore.
Volkswagen Polo R Line con nuovi paraurti e spoiler sul tetto
L'equipaggiamento R Line estremizza il carattere sportivo della vettura. Nella Polo questo viene messo in evidenza da una serie di accorgimenti che comprendono cerchi in lega leggera da 16" di tipo Mallory; calandra del radiatore in nero lucido (con logo R Line); paraurti sportivi appositamente realizzati per la R Line (entrambi in tinta con la carrozzeria, il posteriore completo di diffusore); terminali di scarico cromati; uno spoiler sul tetto in tinta con la carrozzeria; listelli sottoporta R Line anch'essi in tinta con la carrozzeria; luci diurne integrate nel faro principale; fendinebbia nello spoiler frontale e luce a LED per illuminare la targa. L’assetto sportivo, che abbassa la vettura di 15 mm è disponibile a richiesta. La Polo R Line è stata presentata al Salone di Francoforte in una tinta speciale non ancora prevista nel programma dei colori: Fire Spark. La Polo R Line viene proposta nelle tonalità Deep Black effetto perla, Argento Riflesso metallizzato, Grigio Pepper metallizzato, Blu shadow metallizzato, Hot Orange metallizzato, Bianco Candy e Rosso Flash.
Volkswagen Polo R Line con sedili sportivi e padiglione nero
Anche gli interni riprendono l'aspetto sportivo esaltato dagli esterni. I sedili sono sportivi e richiamano la GTI. Sono rivestiti sia davanti che dietro con il pregiato tessuto Kyalami. Negli appoggiatesta anteriori è inserito il logo R Line. Sempre di serie ci sono padiglione nero, volante rivestito in pelle con finiture in alluminio e logo R Line (scritta cromata su sfondo nero), inserti in nero lucido scintillante, pedaliera in alluminio e listelli battitacco con scritta R Line.
Sarà presentata al Salone di Tokyo e arriverà nelle concessionarie agli inizi dell'anno prossimo. Ha l'assetto rialzato per affrontare facili percorsi fuori strada. I motori più potenti sono abbinati alla trazione integrale e al cambio DSG.
PER FACILE FUORI STRADA - La Volkswagen allarga la gamma della Passat con la nuova Alltrack. Si tratta di una versione "campagnola" della Variant che monta anche sospensioni rialzate. È pensata per chi vuole la capacità di carico di una station wagon unita alla capacità di muoversi su facile percorsi fuori strada, tipica delle suv. La Passat Alltrack sarà presentata ufficialmente al Salone di Tokyo, in programma dal 3 all'11 dicembre, e sarà in vendita in Europa dagli inizi dell'anno prossimo.
ASPETTO PIÙ “RUDE” - Rispetto alle altre Passat Variant, la Alltrack ha paraurti ridisegnati e protezioni in plastica nera per i passaruota e le bandelle sottoporta. Sul lunotto è presente un piccolo spoiler e le barre portatutto sono cromate, come le cornici dei finestrini. In abitacolo ci sono finiture tipo alluminio spazzolato per la plancia e la scritta Alltrack riportata sul tunnel centrale davanti alla leva del cambio e sui battitacco.
TUTTI MOTORI TURBO - La Passat Alltrack sarà disponibile con motori benzina 1.8 da 160 CV e 2.0 da 210 CV e il turbodiesel 2.0 TDI declinato in due livelli di potenza: 140 e 170 CV. Le versioni più potenti, da 210 e 170 CV, sono proposte con la trazione integrale 4Motion e il cambio robotizzato a doppia frizione DSG di serie: le altre hanno le due sole ruote motrici anteriori e il cambio manuale a sei marce. La Volkswagen dichiara che la Passat Alltrack con il 2.0 TDI da 140 CV percorre in media 17,5 km/l, mentre la più potente 170 CV fa 17,2 km/l: la quantità di CO2 emessa è rispettivamente di 150 e 152 g/km.
Continua il braccio di ferro che oppone la Suzuki al gruppo Volkswagen dopo il naufragio del matrimonio che aveva unito le due Case nel 2009, suggellandolo con l'ingresso dei tedeschi nel capitale Suzuki per una quota del 19,89 per cento. E proprio questa percentuale di azioni detenuta da Wolfsburg è diventata il nodo principale della discordia, perché i giapponesi vorrebbero riacquistarle e Volkswagen non intende rivendergliele. Insomma, i due costruttori per ora sono "separati in casa" e la Suzuki cerca disperatamente di ottenere un "divorzio" che il gruppo guidato da Martin Winterkorn non vuole concedere.
Ricorso all'arbitrato. Per questo, la casa giapponese ha intrapreso un'azione legale presso la Corte internazionale per gli Arbitrati con sede a Londra, per forzare la Volkswagen a rivendere la sua quota azionaria alla stessa Suzuki "o a una terza parte designata dalla Suzuki". L'alleanza tra le due Case doveva servire alla Volkswagen per accedere al promettente mercato indiano, dove il marchio nipponico è molto forte, e anche a poter usare alcune piattaforme economiche nella fascia bassa del mercato, e alla Suzuki per poter condividere tecnologie avanzate che non avrebbe la possibilità di sviluppare da sola. Ma nessuna di queste condizioni è stata soddisfatta e dopo due anni dall'accordo nessun progetto di sviluppo comune è mai stato avviato. Ma perché allora la Volkswagen vuole restare dentro a una partnership che si è rivelata fallimentare?
A mettere ulteriormente in crisi l'alleanza Volkswagen-Suzuki è stato l'acquisto da parte dei giapponesi di una fornitura di motori diesel Fiat per la SX4 (nella foto).
Azione preventiva. Si è detto che il problema fosse legato al valore delle azioni, oggi inferiore a quanto originariamente pagato dalla Volkswagen. In realtà Wolfsburg non vuole lasciare che la Suzuki cada nell'abbraccio di qualche concorrente. Pur non avendone il controllo, con la sua quota la Volkswagen è il maggiore azionista della Casa giapponese e ha due uomini nel consiglio d'amministrazione. Una circostanza questa che può far da deterrente per qualsiasi partner esterno che fosse interessato a stringere una cooperazione stabile con Suzuki.
Con lo sguardo a Torino. Uno degli ultimi episodi di frizione con Wolfsburg è stato l'acquisto di una fornitura di motori diesel dalla Fiat. Torino, anche per via dei trascorsi di collaborazione industriale sul progetto Sedici/SX4, è un naturale polo d'attrazione per la Suzuki. E a Sergio Marchionne un partner del genere farebbe comodo per molte ragioni: l'accesso ai mercati orientali, la possibilità di sviluppare congiuntamente la futura citycar o addirittura la prossima Punto. E, in una fase di congiuntura economica difficile, avrebbe l'effetto di rilanciare l'immagine (e le quotazioni di borsa) del Gruppo Fiat.
L'istituto EuroNCAP premia la citycar tedesca Volkswagen up! riconoscendone oltre alla compattezza anche una sicurezza degna di auto più grandi e costose.
La nuova citycar del Gruppo Volkswagen, la up!, presentata a settembre al Salone di Francoforte e prossima ad essere svelata anche in Italia al Motor Show di Bologna, ha ricevuto nei giorni scorsi un importante riconoscimento dall'istituto EuroNCAP, che le ha assegnato il massimo dei voti, le 5 stelle, in tema di sicurezza.
I test condotti dall' EuroNCAP hanno infatti dimostrato come la piccola citycar sia una vettura con standard di sicurezza che solo poche altre rivali del suo settore possono vantare, e questo è dovuto soprattutto all'Emergency City Brake, un innovativo sistema di frenata. I risultati ottenuti dalla up! Sono stati particolarmente positivi soprattutto per quanto riguarda gli occupanti, in particolar modo guidatore e passeggero anteriore, ben protetti in maniera indipendente dalla loro statura.
Molto importante anche il risultato conseguito dalla up! in merito alla sicurezza dei bambini di età compresa tra i 18 mesi ed i tre anni di età, soprattutto se pensiamo che la up! è una vettura destinata anche alle donne, da sempre propense ad acquistare auto piccole e maneggevoli in città, che spesso trasportano bimbi ed infanti. Altro punto a favore della up! si è rivelato essere l'ESP di serie, che ha permesso alla piccola tedesca di essere la decima Volkswagen ad ottenere le cinque stelle EuroNCAP, dopo Golf, Golf Cabriolet, Jetta, Passat, Polo, Scirocco, Sharan e Tiguan.
Il marchio tedesco espande la personalizzazione della supermini Volkswagen Polo con l'introduzione di due pacchetti estetici R-Line Exterior e R-Line Plus
Volkswagen rinnova le possibilità di caratterizzazione della piccola Polo offrendo ai clienti europei la possibilità di scegliere due nuovi pacchetti di personalizzazione del modello: R-Line Plus e R-Line Exterior, entrambi disponibili in versione Highline e Comfortline.
Il primo pacchetto, il Volkswagen Polo R-Line Plus prevede il rivestimento per i sedili anteriori, in pelle o Alcantara, rivestimento in nero opaco del soffitto, il volante sportivo in pelle, la superficie della plancia in nero lucido e la pedaliera in alluminio, così come i profili delle portiere. L'upgrade stilistico è disponibile in versione Highline al prezzo di 450 euro e per Polo Comfortline a 855 euro.
La seconda opzione invece è rappresentata dal pacchetto R-Line Exterior che introduce cerchi in lega da 16, o in alternativa 17, con pneumatici muscolori da 215. Inoltre finitura nera lucida per la griglia anteriore, paraurti anteriore e posteriore rivisitati, tubi di scarico cromati, spoiler sul tetto, minigonne laterali e fari fendinebbia e a LED diurni.
Questo secondo pacchetto stile è disponibile per Polo Highline a 1.010 euro e in versione Comfortline a 1.450 euro
La Volkswagen punta all'acquisizione della Suzuki?
Secondo alcune indiscrezioni, con il divorzio dal costruttore giapponese, il gruppo tedesco sarebbe libero di scalare la Suzuki. Diventerebbe il suo undicesimo marchio, fondamentale per raggiungere i 10 milioni di veicoli venduti entro il 2018.
DUE VOLONTÀ DIVERSE - La tormentata storia che lega la Volkswagen alla Suzuki potrebbe arricchirsi di un nuovo capitolo. Stando a quanto riportato dal quotidiano tedesco Der Spiegel, un manager della Volkswagen, che resta anonimo, non esclude la possibilità di un'eventuale acquisizione della Suzuki. Ricordiamo che nel dicembre 2009 il gruppo tedesco ha rilevato il 19,9% della casa giapponese per dare il via a una collaborazione mai realmente nata: l'obiettivo era quello di penetrare nel mercato Indiano, dove la Suzuki è leader da anni, offrendo in cambio tecnologia per i nuovi modelli della casa giapponese. Una convivenza dimostratasi difficile: la Volkswagen voleva maggiore controllo possibile la Suzuki rivendicava una fiera indipendenza.
MATRIMONIO IN CRISI - Due punti di vista differenti che nelle scorse settimane hanno messo ai ferri corti il rapporto tra di due costruttori: la Volkswagen ha accusato la Suzuki di aver infranto i termini dell'alleanza a causa dell'accordo stretto con la Fiat per la fornitura di un motore turbodiesel. Con una nota ufficiale la Volkswagen ha concesso un paio di settimane per rivedere l'accordo siglato con il gruppo torinese, ma avrebbe ricevuto come risposta da Osamu Suzuki, l'81enne presidente della casa giapponese, la volontà di porre fine al matrimonio. Una soluzione al momento scartata dalla Volkswagen, che continua a dichiararsi ufficialmente soddisfatta del suo rapporto con la Suzuki.
UNA POSSIBILE SCALATA? - Secondo quanto riportato dal quotidiano tedesco, fin tanto che resterà in essere l'accordo con la Suzuki, la Volkswagen avrà le mani legate. Ma, se consentisse alla Suzuki di riprendersi il suo 19,9%, sarebbe poi libera di tentare una scalata al costruttore giapponese. Un'ipotesi assolutamente compatibile con la strategia di acquisire nuovi marchi per raggiungere l'ambizioso obiettivo di vendere entro il 2018 globalmente 10 milioni di auto l'anno.
Buggy, cross, GT, eco... sono solo alcuni dei nomi dei prototipi su base up! che la Volkswagen ha presentato al Salone di Francoforte. Mostrano come potrà crescere la gamma della citycar tedesca.
BUGGY UP!
Più lunga di 4 cm (358 in totale) della up!, la buggy up! (nella foto qui sopra), vuole essere un omaggio all'originale buggy degli anni 70, derivata dal mitico Maggiolino. Ha un carrozzeria ridisegnata e rinforzi al pianale. Nei passaruota trovano posto grossi cerchi in lega di 18 pollici con pneumatici 205/40, mentre il cofano del bagagliaio si apre in due parti: una verso l'alto e l'altra verso il basso come sui pick-up. Dato che non c'è nessun tetto a proteggere dalle intemperie, l'abitacolo è realizzato con materiali particolarmente resistenti all'acqua, come il rivestimento in neoprene dei sedili, e dotato di scarichi per evitare che si allaghi.
UP! AZZURRA SAILING TEAM
Realizzata da Giorgetto Giugiaro e Walter de Silva, la up! azzurra sailing team (nome preso in prestito da uno yatch club della Costa Smeralda) rappresenta un'idea di auto ecologica pensata per le località marittime. Priva di porte e tetto è realizzata con materiali pregiati e colori tipici del mondo nautico: ne sono esempio i sedili in pelle bianca e blu, le finiture cromate e la plancia in mogano con inserti di acero.
CROSS UP!
Per quanto sia solo un prototipo, questa versione “campagnola”, con sospensioni dall'escursione maggiorata di 1,5 cm e fascioni paracolpi più voluminosi, anticipa come sarà l'aspetto della up! con carrozzeria a cinque porte (cambia il disegno dei montanti posteriori) e prefigura un nuovo modello nella gamma Cross, dopo Polo, Golf e Touran. Esclusivi della Cross up! sono poi gli interni con sedili rivestiti in tessuso con parte centrale rossa e laterale grigia, mentre la plancia e i pannelli porta hanno degli inserti in tinta con la carrozzeria.
GT UP!
Pensata per gli automobilisti amanti delle “piccole bombe”, la GT up! Prefigura una possibile versione sportiva della piccola citycar. Grazie al peso contenuto in circa 900 kg, secondo la Volkswagen, potrebbe offire il giusto divertimento alla guida se dotata di un motore da 100 CV, una potenza alla portata del piccolo 1.2 TSI. Rispetto alla up! il paraurti anteriore è stato ridisegnato, con una grossa presa d'aria centrale, con griglia a nido d'ape e due prese d'aria laterali che integrano le luci diurne a led. Nella fiancata spiccato i cerchi in lega di 17 pollici, mentre la coda è stata resa più “aggressiva” con la presenza di uno spoiler sopra il lunotto e l'impianto di scarico sdoppiato.
ECO UP!
Si tratta di una versione “ecologica” in grado di emettere, secondo la Volkswagen, solo 79 g/km di CO2. La eco up! è dotata del motore 1.0 a tre cilindri da 68 CV alimentato a metano e abbinato al sistema Start&Stop e al sistema di recupero dell'energia in frenata. Dai primi mesi dell'anno prossimo la up! sarà offerta in versione EcoFuel, per la quale la Volkswagen dichiara un consumo medio di 3,2 kg di metano per 100 km e 86 g/km di CO2. Il metano è contenuto in 2 bombole (72 litri di volume totale): una, a forma di ciambella, è posizionata al posto della ruota di scorta; l'altra, invece, è nel sottoscocca, davanti all'assale posteriore insieme al serbatoio per la benzina di 10 litri.
E-UP!
Questo prototipo anticipa la versione elettrica della up! che sarà in commercio nel 2013. Rispetto alle normali up! Presenta le luci diurne a led a forma di “C” integrate nel paraurti. Dotata di un motore elettrico che eroga un potenza continuativa di 55 CV (con un picco massimo di 82) e 210 Nm. Secondo la Volkswagen, la e-up! ha un'autonomia di circa 130 km in base allo stile di guida, assicurata da batterie posizionate nel sottoscocca.
Chiamato a sostituire la poco fortunata New Beetle del 1998, il Maggiolino (il nomignolo ufficioso è diventato ora quello ufficiale, e sarà anche riportato sul portellone) mette l’accento sulla sportività, pur ricordando nelle forme l'antenato degli anni 30. Lungo 428 cm, sotto il vestito nasconde l’ossatura della Golf, accorciata di 5 cm, e rispetto alla New Beetle il tetto è più basso di 12 mm, il cofano più squadrato e si è attenuato il profilo “ad arco” del tetto, a favore di uno più schiacciato, più fedele a quello del primo Maggiolino. Anche lo sguardo del muso riporta subito alla mente l'originale (benché le luci di posizione siano a led e si possano avere anche i fari bixeno, a 740 euro), mentre nella coda si è osato di più: non solo per il vistoso spoiler (riservato alle versioni con i motori più potenti), ma anche per i fanali avvolgenti e dal taglio moderno. In Italia, le prime auto saranno consegnate a novembre e, inizialmente, saranno disponibili solo con motori a benzina: il 1.2 TSI da 105 CV e il potente 2.0 TSI da ben 200, abbinato al cambio robotizzato DSG a sei rapporti e doppia frizione. Il primo migliaio di vetture con quest'ultimo motore sarà venduto in due serie speciali: Black Turbo o White Turbo (rispettivamente con sovrapprezzo di 1.050 e 740 euro sui 28.050 di listino, con colore solo nero o bianco, dotate di cerchi di 19'' e altri dettagli della carrozzeria specifici). Due gli allestimenti: Design e Sport. Solo dopo circa sei mesi arriveranno gli altri motori (leggi qui per saperne di più).
Con qualche idea della nonna
Che ci si trovi al volante di un Maggiolino lo si capisce anche dal posto di guida: la plancia è sì moderna (benché tutta in plastica rigida: le uniche parti morbide sono i rivestimenti dei numerosi vani portaoggetti) ma abbonda di citazioni del primo Maggiolino. Infatti, la fascia centrale è colorata (in tinta con la carrozzeria sulla Design, col colore ripreso anche sul volante e sui pannelli delle porte, o con un disegno che ricorda la fibra di carbonio sulla Sport) e integra un secondo cassetto portaoggetti, oltre a quello tradizionale, volutamente non mimetizzato e che si apre verso l’alto, rivelando un vano alto e largo, ma profondo solo una decina di centimetri. Non mancano, poi, le maniglie “a fascetta” sul montante centrale (utili anche per uscire quando si sta dietro, visto il poco spazio a disposizione lasciato dallo scorrimento dei sedili anteriori), e la striscia elasticizzata in tessuto grezzo che tiene fermi gli oggetti nei vani delle portiere. Accomodati su sedili piuttosto aderenti (questa versione ha di serie quelli sportivi) e ampiamente regolabili anche in altezza, davanti si gode di un buono spazio in tutte le direzioni, tanto che anche il bracciolo centrale è sufficiente per entrambi gli occupanti.
Dietro manca spazio per le gambe
Chi siede dietro, invece, si deve accontentare, nonostante il divano sia sagomato e omologato solo per due. Infatti, il problema principale è la mancanza di spazio per le gambe: non serve essere degli spilungoni per piantare le ginocchia nella schiena di chi sta davanti. La situazione migliora parlando dello spazio per la testa (solo dai 1,80 cm di altezza in poi si tocca il soffitto), mentre i 140 cm di larghezza a livello delle spalle non creano molti problemi anche ai corpulenti. Decisamente meglio, comunque, stanno i bagagli: il baule, infatti, con i suoi 310 litri è decoroso (e sale a 905 litri abbattendo lo schienale del divano: per fare una comparazione, sulla Golf a tre porte, più corta di 8 cm, il baule passa da 350 a 1305 litri). Inoltre è molto regolare, anche se il divano ribaltato forma uno scalino di 9 cm, che si aggiunge a quello di 21 cm fra il pavimento e la soglia di carico (quest'ultima è a 70 cm da terra).
Va più del Maggiolino tutto matto
Vedere un Maggiolino che "fila" a 220 km/h (di tachimetro), non è cosa di tutti i giorni, anche sulle autostrade tedesche senza limiti di velocità, dove abbiamo provato la vettura. Ma stupisce ancor più la facilità con la quale si raggiunge tale andatura: il quattro cilindri turbo a iniezione diretta di benzina ha grinta da vendere (secondo la casa permette all'auto di scattare da 0 a 100 km /h in 7,5 secondi, esaurendo la sua spinta solo a quota 223 km/h), e il fulmineo cambio robotizzato DSG a doppia frizione è il suo naturale complemento (benché per i comandi al volante si debbano sborsare altri 110 euro). Inoltre, i Maggiolino che montano questo motore sono dotati di sospensioni posteriori multilink, mentre gli altri si limitano a un più semplice ponte torcente: il risultato è che la vettura resta bene ancorata alla strada anche a velocità proibitive. E si può sempre contare su una frenata tenace e su uno sterzo sufficientemente preciso e della corretta pesantezza: alla fine, non siamo così lontani da Golf GTI (anche per quanto riguarda il prezzo: la tre porte con cambio DSG costa 29.800 euro). Non si pensi, comunque, che il Maggiolino sia rigido come un'auto da corsa: nonostante i cerchi di 18'' e le gomme a spalla bassa, le rotaie e le imperfezioni dell'asfalto vengono assorbite con efficacia. A livello del comfort, invece, a deludere un po' è la rumorosità: a 130 km/h indicati si avvertono fruscii aerodinamici, mentre già a velocità più basse è il rumore di rotolamento dei ''gommoni'' a dare fastidio. Completa, anche se non ricca, la dotazione: agli airbag frontali, per testa e torace anteriori, l'Esp, la radio/cd mp3, il cruise control, i fendinebbia della versione Design, sulla Sport si aggiungono il climatizzatore semiautomatico, i sensori di distanza anteriori e posteriori, il volante multifunzione, i tergicristallo ad azionamento automatico e i già citati cerchi in lega di 18''.
Secondo noi
PREGI > Motore. Il due litri spinge davvero forte e senza evidenti “vuoti” di erogazione. > Dotazione. L'auto non è certo regalata, ma la dotazione di serie non ha grosse lacune. E, sotto il profilo della sicurezza, è completa.
DIFETTI > Comfort. È penalizzato dai fruscii aerodinamici e dal rumore di rotolamento dei grossi pneumatici da 18 pollici. > Quattro posti. Il quinto non è disponibile neanche a pagamento. E chi sta dietro ha poco spazio per le gambe.
Grazie all'integrazione delle funzioni del regolatore di velocità adattivo con quelle dell'assistente per il mantenimento della corsia, l'auto può frenare, accelerare e curvare da sola. L'obiettivo è ridurre gli incidenti dovuti alla distrazione.
OBIETTIVO SICUREZZA - Nell’ambito del convegno di ricerche HAVEit (Highly Automated Vehicles for Intelligent Transport) che si è tenuto in Svezia, la Volkswagen ha presentato un sistema di guida semiautomatico denominato Tap, acronimo di Temporary Auto Pilot. Secondo il reparto ricerche della casa tedesca, guidato dal prof. Jürgen Leohold, questo dispositivo anticipa i futuri sistemi di guida automatizzata, nell'ottica di ridurre gli incidenti dovuti alla distrazione del guidatore.
FRENA E CURVA - Nel dettaglio, il Tap permette alla vettura di mantenere una velocità costante (fino a 130 km/h) e di restare all'interno della corsia desiderata senza che il guidatore debba intervenire su volante, acceleratore e freno. Un risultato ottenuto integrando le funzioni del regolatore attivo di velocità (che rallenta l'auto per mantenere le distanze di sicurezza) con quelle del Lane Assist che, grazie a una telecamera, “legge” la segnaletica stradale orizzontale e interviene sullo sterzo se la vettura devia dalla sua traiettoria.
ANCHE LA HONDA - La Volkswagen non ha ancora dichiarato quando renderà disponibile il Tap per le vetture di serie, ma non è il primo costruttore ad aver sviluppato un sistema di guida assistito del genere. La Honda propone un dispositivo simile per la berlina Accord: costa 2.500 euro e viene proposto con il pacchetto “Advance” che include il regolatore di velocità adattivo, il sistema di frenata automatico per evitare i tamponamenti e quello di mantenimento della corsia.
Una versione ancora più sportiva della Volkswagen Polo GTI potrebbe arrivare tra due anni. Trazione integrale e motore 1.6 TSI da oltre 200 CV ne farebbero la versione stradale della Polo impegnata nel WRC.
TRA DUE ANNI - Dopo aver presentato ufficialmente la Polo WRC, la vettura con la quale la Volkswagen affronterà il mondiale rally nel 2013 (leggi qui la news), si fanno più insistenti le voci di una sua versione stradale denominata R che si andrebbe ad aggiungere alla Golf (nella foto in alto un particolare) e alla Scirocco nella famiglia di modelli sportivi del costruttore tedesco. La Polo R dovrebbe essere presentata entro la fine del 2012 o, al più tardi, agli inizi del 2013 in concomitanza dell'avvio della stagione agonistica della Polo e il lancio del restyling di metà carriera: l'attuale generazione dell'utilitaria tedesca è stata presentata nel 2009.
TRAZIONE INTEGRALE - Secondo le indiscrezioni la Polo R dovrebbe mantenere una stretta parentela meccanica con il modello WRC. Facile ipotizzare quindi che l'auto sarà dotata della trazione integrale, come sulla “cugina” Audi S1 (guarda qui le foto), abbinata al cambio robotizzato a doppia frizione e sette rapporti DSG. Per il motore si parla insistentemente di un nuovo 1.6 quattro cilindri sovralimentato TSI derivato da quello della WRC. Un motore che sulla Polo R dovrebbe erogare oltre 200 CV e che, con diversi livelli di potenza, in futuro vedremo anche su altri modelli del gruppo Volkswagen, a cominciare dalla settima generazione della Golf (leggi qui per saperne di più).
PIÙ VELOCE DELLA GTI - Soluzioni tecniche che, se venissero confermate, permetteranno alla Polo R una velocità massima prossima ai 240 km/h (229 km/h dichiarati per la GTI) e un'accelerazione da 0 a 100 km/h in poco più di 6 secondi (6,9 la GTI). Prestazioni che metterebbero la Polo R sullo stesso piano della Mini Cooper S JCW da 211 CV, attualmente la più potente tra le “piccole bombe”.
La casa di Wolfsburg torna a produrre negli Stati Uniti, con il nuovo stabilimento nel Tennessee che "sfornerà" inizialmente la Passat per il mercato americano.
EFFICIENTE - L’impianto Volkswagen di Chattanooga, inaugurato nei giorni scorsi (in alto una foto del presidente della casa tedesca Martin Witerkorn durante la cerimonia), si estende su un’area di 5,6 km quadrati ed è stato realizzato in meno di due anni. Lo stabilimento comprende i reparti carrozzeria, verniciatura e assemblaggio, nonché i centri di sperimentazione tecnica e formazione per i dipendenti. Secondo la casa tedesca, è stato progettato secondo i principi di sostenibilità ed efficienza delle risorse, l’impianto consentirà di ridurre le emissioni di CO2 nell’ordine del 20%, grazie anche al risparmio di acqua ed energia elettrica.
PER LA PASSAT AMERICANA - La Volkswagen darà subito lavoro a circa 1.700 dipendenti e più 10.000 nell’indotto. In futuro, la forza lavorativa della fabbrica americana supererà i 2.000 dipendenti. L’impianto di Chattanooga ha la capacità produttiva di 150.000 esemplari all’anno e l’85% di questi saranno relativi alla versione Usa della berlina Volkswagen Passat.
IN FUTURO ANCHE AUDI? - Volkswagen investirà un altro miliardo di dollari per lo sviluppo dell’impianto perché, secondo le indiscrezioni, sarà sfruttato anche per la produzione di alcuni modelli Audi. Lo stabilimento di Chattanooga sarà fondamentale per il gruppo Volkswagen nel raggiungimento dell’obiettivo di vendere un milione di vetture all’anno negli Usa a partire dal 2018.
Prezzi a partire da 23.900 euro per la 1.2 TSI 105 cv e da 26.750 per la 1.6 TDI 105 cv
La nuova Golf Cabriolet, che ha prezzi a partire da 23.900 euro per la 1.2 TSI 105 cv e da € 26.750 per la 1.6 TDI 105 cv , ha la capote in tessuto ad azionamento automatico che si apre in 9" e funziona anche a vettura in movimento fino ad una velocità di 30 km/h. Il tradizionale roll-bar centrale fisso è stato sostituito da due elementi ad azionamento automatico alloggiati dietro gli appoggiatesta posteriori, che si attivano in poche frazioni di secondo.
Di serie, come sempre, airbag frontali e laterali testa/torace per gli occupanti anteriori, airbag per le ginocchia lato guida ed ESP. E quattro posti comodi …
Il bagagliaio ha un volume di 250 litri interamente sfruttabile anche a tetto aperto. Gli schienali del divano posteriore possono inoltre essere abbattuti separatamente, aumentando notevolmente il volume di carico. Lunga 4,25, larga 1,78 e alta 1,42 m, grazie ai numerosi elementi di rinforzo introdotti, la Golf Cabriolet vanta un'eccellente rigidità torsionale.
Il design della nuova Golf Cabriolet riprende in gran parte quello della versione chiusa a tre porte. Grazie al nuovo posteriore, a una linea più piatta del tetto e alla maggior inclinazione del telaio del parabrezza, mostra anche una propria identità caratteristica.
Una Cabriolet, un allestimento. La Golf Cabriolet viene proposta, analogamente alla Eos, alla Passat CC, alla Touareg e alla Phaeton, in un allestimento che può essere personalizzato con diversi pacchetti (tra gli altri, Performance, Design & Style, Comfort e Tecnologia), 9 tinte di carrozzeria, 9 design e colori per i sedili e 50 singole dotazioni. La dotazione base comprende luci posteriori a LED con plastiche brunite, cerchi da 16" con pneumatici 205 e listelli cromati sulla calandra del radiatore, climatizzatore, funzione Easy Entry per i sedili comfort anteriori regolabili in altezza, quattro alzacristalli elettrici e inserti cromati opachi.
Queste le motorizzazioni che debutteranno nel 2011 1.2 TSI – 105 cv (cambio a 6 rapporti) 1.4 TSI – 122 cv (cambio a 6 rapporti o DSG a 7 rapporti) 1.4 TSI – 160 cv (cambio a 6 rapporti o DSG a 7 rapporti) 2.0 TSI – 210 cv (cambio DSG a 6 rapporti) 1.6 TDI – 105 cv (cambio a 5 rapporti) 2.0 TDI – 140 cv (cambio a 6 rapporti o DSG a 6 rapporti)
Queste le date della commercializzazione Inizio prevendita: maggio 2011 Week-end porte aperte: settembre 2011
al lancio benzina 1.2 TSI 105 cvcambio manuale Diesel 1.6 TDI 105 cvcambio manuale
novembre benzina 1.4 TSI 122 cvcambio manuale e DSG Diesel 2.0 TDI BlueMotion Technology 140 cvcambio manuale e DSG
La Golf GTI è un mito, da 35 anni. Già, ne sono passati così tanti dal 1976, quando la prima GTI, col 1.6 da 110 cavalli, cominciò a far sognare i ragazzi (e non) di tutta Europa.
Da oltre un terzo di secolo quindi l'icona sportiva di Volkswagen domina la categoria che ha creato. Per celebrare come si deve l'importante ricorrenza VW ha quindi lanciato la Golf GTI Edition 35, che sfoggia al primo impatto il "35" sugli schienali delle poltrone, sui battitacco e sui parafanghi. Nuovi anche i cerchi in lega multi razze.
Ma il plus sta nel motore, il 4 cilindri turbo benzina di 2.0 litri passa da 210 a 235 cavalli (come la Giulietta Quadrifoglio Verde , avversaria diretta) un "+25 cv" che renderà ancora più performante la compatta sportiva di Wolfsburg. Un bell'oggetto, che però probabilmente non sarà disponibile in Italia. Chi vorrà accaparrarselo dovrà prenotarlo in Germania (dalla prossima settimana) o andarlo a prendere direttamente in terra teutonica. La Golf GTI Edition 35 sul mercato tedesco avrà un prezzo di 30.425 euro (in Italia la GTI 3p parte da 27.725) e sarà presentata il 4 giugno al raduno internazionale delle GTI di al Wörthersee.
La Volkswagen espone a Ginevra quattro Golf R speciali.
Verniciature e pellami speciali per la sportiva compatta tedesca
Dopo un anno di attività con la nuova denominazione, la Volkswagen R (prima conosciuta come Volkswagen Individual), Azienda che realizza per la Marca di Wolfsburg versioni esclusive e accessori speciali, espone al Salone di Ginevra quattro inediti esemplari del modello più grintoso di tutta la gamma: la Golf R. Questi particolari allestimenti, al momento sviluppati solo come studi, mantengono la meccanica di serie da 270 CV con trazione integrale 4Motion, e sottolineano il carattere spiccatamente sportivo che è tipico delle versioni R.
Fra le decine di prototipi esposti al Salone di Ginevra (3-13 marzo 2011) trovano un posto anche le quattro Volkswagen Golf R riconoscibili per gli inediti trattamenti cromatici della carrozzeria e degli interni. Queste concept sono in realtà delle proposte di stile realizzate da Volkswagen R GmbH, il reparto che si occupa di allestimenti speciali e personalizzazioni. Tutte si basano sulla meccanica della Golf R di serie, senza modifiche particolari al motore 2.0 TSI da 270 CV.
BIANCO O GRIGIO La Golf R “Oryx White” prende il nome dalla particolare tinta bianca con effetto perlato, mentre i cerchi Talladega da 19” aggiungono grinta alla concept. Gli interni seguono i principi del programma Exclusive di Volkswagen R, con tappezzerie coordinate in pelle Nappa “St. Tropez” bicolore bianco/nero. Stessa tonalità sui pannelli porta e sui tappetini, con il logo R che campeggia sul lato destro della plancia rivestita in alluminio spazzolato.
La Golf R “Carbon Steel Grey” sfrutta il colore grigio, gli stessi cerchi Talladega e gli interni in pelle di colore rosso scuro “Almandine Red”.
ARGENTO O BLU Più votate alla sportività sono le altre due concept ginevrine. La prima si chiama Volkswagen Golf R “Space Grey” e si riconosce per la verniciatura grigio medio, i cerchi da 19” spazzolati, oltre che per le prinze freno di colore arancio e i gusci degli specchietti in fibra di carbonio. I sedili anteriori a guscio sono rifiniti in pelle Nappa nera e antracite, con accenti di arancione. Inserti in fibra di carbonio e pannelli in nero lucido adornano volante, cambio, pannelli porta e console centrale.
L’ultima delle proposte di stile si chiama “Aplomb Blue” ed è l’unica a montare cerchi Glendale da 19” con finitura argento. Anche qui molti componenti interni ed esterni sono in fibra di carbonio, come ad esempio il guscio dei sedili anteriori. Pelle nera e blu completano l’ambiente interno della R.
La Volkswagen ha vinto il Rally Dakar 2011
La Race Touareg 3 di Nasser Al-Attiyah (Qatar) e Timo Gottschalk (Germania) ha preceduto le vetture gemelle di Giniel de Villiers (Sudafrica)/Dirk von Zitzewitz (Germania) e Carlos Sainz (Spagna)/Lucas Cruz (Spagna). Il quarto team Volkswagen, Mark Miller(USA)/Ralph Pitchford (Sudafrica), si è classificato in sesta posizione. È così stato riconfermato l’eccezionale risultato della scorsa edizione, con la Volkswagen che ha occupato tutti i gradini del podio e ha riaffermato l’efficienza dei propri motori Turbodiesel, tuttora imbattuti nelle tre edizioni sudamericane della corsa. Inoltre, la Volkswagen resta l’unico Costruttore al mondo capace di vincere la classifica auto del Rally Dakar con una vettura a gasolio. Il dominio della Volkswagen è ben evidenziato dai numeri: 12 delle 13 possibili vittorie di tappa sono state conquistate da una Race Touareg 3 (7 le ha ottenute Sainz, 4 Al- Attiyah e 1 de Villiers), al primo posto della classifica generale c’è sempre stata una Volkswagen e i tre piloti sul podio si sono aggiudicati le vittorie delle ultime tre edizioni. Inoltre, Sainz con i successi di quest’anno, è diventato il recordman di vittorie di tappa con ben 24 “centri” (segue il francese Stéphane Peterhansel con 23). Al termine di circa 9.600 durissimi chilometri, l’affidabilità delle vetture, il perfetto lavoro di squadra in auto e durante le fasi di assistenza, e le efficaci strategie coordinate da Kris Nissen, Direttore della Volkswagen Motorsport, hanno scritto la formula di questa netta vittoria. Dal punto di vista della meccanica, il 5 cilindri 2.5 TDI biturbo della Race Touareg 3 ha fornito un’ulteriore prova del suo valore, e a tutt’oggi si può considerare uno dei più potenti ed efficienti motori Diesel nell’ambito delle competizioni motoristiche. Valutazioni che confermano anche nel motorsport quanto di positivo la tecnologia TDI offre quotidianamente in milioni di vetture Volkswagen vendute nel mondo. Secondo un soddisfattissimo Kris Nissen “alla tecnologia superiore della Volkswagen va un ringraziamento speciale per questo storico terzo successo consecutivo al Rally Dakar, ottenuto anche per merito di un perfetto lavoro di squadra e delle eccezionali capacità di guida e navigazione degli equipaggi. Sono estremamente fiero del lavoro dei Collaboratori che hanno reso possibile questa vittoria e degli enormi sforzi prodotti dall’intero team durante la gara, che è stata senza dubbio la più dura Dakar mai affrontata”.
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